Benvenuto a Torino!

Scopri le meraviglie di Torino con le audioguide di GUIDATOUR

Una delle cose meravigliose di Torino è che la si può tranquillamente visitare senza pagare il biglietto di alcun museo, senza cartina e senza ombrello. E’ dotata, infatti, di una lunga fila di portici connessi che arrivano a misurare ben dodici chilometri, e c’è così tanto da vedere che una passeggiata farà certamente consumare le scarpe ma non certo la voglia di scoprirne le bellezze e le curiosità.

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Da subito avrai al tuo fianco la voce di una autentica guida turistica personale, che ti faciliterà il tour con descrizioni semplici e intuitive. Se la periferia della città – sorta a partire dal massiccio sviluppo industriale nel secolo scorso – ha una conformazione articolata , per così dire a ragnatela, ed è pressoché residenziale, è il centro storico a garantire una variegata gamma di attrazioni turistiche:la città, tra l’altro, si fa visitare in lungo e in largo, grazie all’impianto uniforme della città, che ricalca quello a scacchiera di un accampamento romano. Fu infatti colonia fondata da Giulio Cesare al confluire del Po e della Dora Riparia. Centro di riferimento costante nel tempo per l’intero Piemonte, di cui oggi è capoluogo, in età moderna è stata l’antica capitale del Regno Sabaudo; in seconda battuta il cuore del Risorgimento Italiano che ha consacrato celebri figure di patrioti come Santorre di Santarosa, nonché Camillo Benso Conte di Cavour; nel secondo dopoguerra è divenuta polo industriale per l’affermarsi del colosso automobilistico della Fiat.
Conta dunque su Guidatour: le nostre voci, i nostri percorsi  – vedrai –  ti sapranno orientare e appassionare  alla scoperta di mete immancabili come la Mole Antonelliana, oggi sede del Museo Nazionale del Cinema, il Castello di Stupinigi e le sorprendenti collezioni archeologiche del Museo Egizio, secondo solo a quello egiziano de Il Cairo.

La Stazione di Porta Nuova, con la sua facciata in vetro e ferro progettata nel 1861 dagli architetti Ceppi e Mazzucchetti, è una delle più antiche stazioni italiane. Il nome deriva dalla porta provvisoria di legno dipinta a finti marmi e fatta costruire dal duca Carlo Emanuele II di Savoia per l’ingresso di Maria Cristina di Francia nella capitale sabauda, quand’era giovanissima sposa del suo erede, Vittorio Amedeo I.

Grazie alla ristrutturazione degli ultimi anni è diventata un grande centro commerciale, dove si possono fare acquisti o ristorarsi attendendo il treno. Uscendo dalla stazione ci si affaccia su corso Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia, definito da Massimo D’Azeglio “il Re galantuomo”.

Una delle cose meravigliose di Torino è che la si può tranquillamente visitare senza pagare il biglietto di alcun museo, senza cartina e senza ombrello.

È dotata infatti di una lunga fila di portici connessi che arrivano a misurare ben 12 chilometri, ha la struttura della tipica città di origine romana con l’impianto stradario ortogonale, e c’è così tanto da vedere che una passeggiata farà certamente consumare le scarpe ma non certo la voglia di scoprirla!

Via Po è una delle vie più visitate da artisti, studenti e turisti. Famosa per i caffè e per le vetrine, si popola anche di bancarelle di artigiani e di venditori libri usati.

Il lato della via comunicante con il Teatro Regio presenta i portici collegati affinché il Re non prendesse mai la pioggia durante le sue passeggiate! È anche lo scenario di una delle più belle installazioni artistiche di arte temporanea: Luci d’Artista.

Paragonato alla Rambla di Barcellona per la sua vivacità e al fascino delle stradine medievali che si snodano alle spalle del più popolare viale della città catalana, il Quadrilatero Romano è il nuovo quartiere degli intellettuali. Fino a pochi anni fa era un dedalo di viuzze buie e poco pulite di vecchissime case per lo più fatiscenti.

In seguito il quartiere è stato risanato, le vecchie case ristrutturate e rese tra le più appetibili della città, e i vicoli, un tempo abbandonati, sono ora tutto un susseguirsi di locali frizzanti di vita.

Il Regio Museo delle Antichità Egizie è stato formalmente fondato nel 1824, con l’acquisizione da parte di Carlo Felice di Savoia di un’ampia collezione di opere (si tratta di ben oltre 5000 oggetti!) individuata e radunata in Egitto da Bernardino Drovetti.

Questi, di origini piemontesi, aveva seguito Napoleone Bonaparte durante alcune delle sue campagne militari e per i suoi meriti l’Imperatore lo aveva nominato Console di Francia in Egitto.

Lo sapete che secondo gli appassionati di esoterismo Torino rappresenta il vertice di due triangoli magici?

Bene, alla fine di via Garibaldi si trova uno di questi luoghi “esoterici”, si tratta di una delle piazze costruite nell’epoca napoleonica, la più celebre ed esoterica delle quattro: Piazza Statuto. Realizzata tra il 1864 e il 1865 con i capitali stranieri dell’Italian Building Society, questa piazza di stile neoclassico si poneva come ideale completamento dell’antico decumanus della città.

Oggi Torino è una città elegante e sofisticata; passeggiare per le sue strade regala un senso di equilibrio e di ordine; si ha l’impressione che tutte le cose siano al loro posto: strade, palazzi, parchi.

Ma Torino era ben diversa al tempo delle sue lontane origini. Era un fazzoletto di terra abitata dalla tribù dei Celti Taurini, per lo più dediti all’agricoltura. Per questo il vero inizio della città gli storici lo indicano intorno al 27 a.C., quando la grande potenza di Roma occupò le terre dei Celti e vi installò un accampamento quadrato.

Dalla Piazza della Consolata, dopo una sosta al caffè storico Bicerin (fondato nel 1763) proseguendo verso nord-est si arriva a Piazza della Repubblica, che tutti i torinesi la chiamano Porta Palazzo.

È la prima delle quattro piazze progettate dopo l’abbattimento delle mura disposto in età napoleonico. Di fatto le quattro piazze vennero realizzate in corrispondenza delle antiche porte d’ingresso della città: In particolare, la Piazza della Repubblica, di forma ottagonale, è memorabile non tanto per il suo aspetto, di stile neoclassico, ma perché tradizionale luogo di relazione e di scambio: quotidianamente accoglie il mercato all’aperto più grande d’Europa, che conta circa 1000 bancarelle di venditori ambulanti e 200 attività commerciali.

È dall’imponente statua di Vittorio Emanuele II che, verso sud, si apre il Quartiere della Crocetta. Storicamente una delle zone residenziali di maggior prestigio, ha raggiunto il suo massimo sviluppo tra il XIX e il XX secolo, mantenendo la fama di quartiere di medio-alta borghesia. A metà del XX secolo, è divenuto famoso per ospitare l’attuale sede del Politecnico universitario.

Camillo Benso Conte di Cavour nacque, visse e morì a palazzo Cavour, in via Cavour 8, un edificio barocco costruito nel 1729 che si può visitare nel corso delle mostre temporanee allestite nelle sue sale spaziose e solenni.

Negli anni il palazzo è stato abilmente restaurato e merita una visita: si tratta di uno dei più significativi edifici in stile barocco piemontese.