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Scopri le meraviglie di Noale (Venezia) con le audioguide di GUIDATOUR

La storia di Noale affonda nell’età del ferro e lo testimoniano i reperti archeologici custoditi presso il deposito comunale. Dopo una fugace apparizione nell’età romana, ricompare nel basso Medioevo (secc.XII-XIII) al centro di un area boschiva in fase di smantellamento per lasciare spazio pascoli e campi.
Il nome latino “Annuale feliciter”, appare per la prima volta in un documento del 1115 e da quella data è ripetuto in atti successivi. Il castrum è attestato fin dal 1181. Della fortezza “rocca” edificata a sud (il cosiddetto palacium castri), a cavallo fra il castello e la campagna, non si hanno notizie sino al 1245 quando Rolandino ne descrive la distruzione e la successiva riedificazione da parte di Ezzelino da Romano. Centro fortificato, Noale fu dapprima feudo dei Da Carbonara e, successivamente dei loro eredi Tempesta. In posizione baricentrica fra Treviso, Padova e Mestre, il castello di Noale ha svolto un importante ruolo di controllo militare dei confini ma, a causa delle alternative alleanze poste in atto dalla signoria dei Tempesta, fu spesso elemento di instabilità nel difficile equilibrio tra i Comuni (secc. XII – XIII). I Tempesta governarono Noale fino al 1364, quando la famiglia cedette il castello a Venezia che, salvo un breve dominio Carrarese ( 1381 – 1388 ), la tenne fino al 1797. Il castello andò in parte distrutto nel 1513, durante gli assalti degli eserciti imperiali che puntavano alla conquista di Venezia. Tuttavia la città conserva ancora leggibili i segni urbanistici del sistema difensivo medioevale con i doppi fossati, le due porte e le possenti torri rivolte una a Camposampiero, l’altra a Mestre. Visitandola si coglie ancora l’atmosfera culturale e artistica del Medioevo, la personalità dei fondatori, le vicissitudini del periodo della dominazione veneziana, il modo di essere dei ricchi proprietari fondiari del passato. Il visitatore, uomo devoto o curioso, turista che sia, una volta entrato nelle chiese di Noale, piene di storia e di arte, non potrà non rivivere la profonda esperienza religiosa di un’epoca ormai lontana, in esse sono conservate opere d’arte di: Vittore Carpaccio, Alvise Vivarini, Andrea Mendolla detto Lo Schiavone, Palma il Giovane, Jacopo Sansovino e molti altri.
La riscoperta di manifestazioni ed eventi di valore culturale di grande richiamo inserite nell’atmosfera medievale, ha fatto di Noale un punto di richiamo turistico. Tra gli avvenimenti che suscitano il maggior interesse dei visitatori, prevalgono l’evento della rievocazione del “Palio” che si rifà all’antica tradizione locale risalente al 1339 e il tradizionale falò il “Panevìn” del 5 gennaio. Ogni seconda domenica di aprile si svolge “Noale in Fiore”, mostra mercato regionale di fiori, piante e giardinaggio, con la creazione di giardini artistici in piazza; mentre un grande tappeto di fiori viene allestito in occasione della festività religiosa del Corpus Domini.

Il Palacium castri, successivamente castrum, rocha oggi Rocca era la dimora signorile fortificata dei Tempesta, signori del centro medievale di Noale. Si presume risalga al XII secolo e sorge a cavallo della direttrice Camposampiero-Mestre, ha una forma di quadrilatero irregolare, oggetto di un recente intervento di restauro conservativo.
Fu utilizzata per scopi militari fino al 1763 e, dopo l’abbandono e alla decadenza, nel 1819 divenne Camposanto fino al 1983.
All’interno della cinta muraria, demolita nel corso del XVI secolo, si elevano la chiesa e belle abitazioni decorate con affreschi. Fanno parte del complesso due grandi porte d’ingresso al Castello munite di merlature ghibelline, cui si affiancano possenti Torri note come Torre dell’Orologio e Torre delle Campane.

È di antica fondazione: secondo la tradizione, fu San Prosdocimo, vescovo di Padova, a convertire e battezzare i noalesi e a consacrare una piccola cappella dedicata all’Ascensione del Signore. Dal 1110, quando furono traslate le reliquie da Malamocco a Chioggia, la chiesa è intitolata ai santi martiri vicentini Felice e Fortunato, effigiati nel 1573 da Damiano Mazza, allievo di Tiziano, nella pala dell’altare maggiore. Originariamente aveva un’unica navata, ma nel 1444 furono aggiunte le due laterali separate dalla centrale da pilastri e colonne con archi a tutto sesto. Nel corso del XVIII la chiesa fu rimaneggiata: fu alzata la navata centrale che venne affrescata da Giustino Miniscardi che vi raffigurò il martirio e la gloria dei SS. Felice e Fortunato. Nel 1875 anche la facciata fu rifatta su disegno dell’architetto veneziano Giovanni Battista Meduna.
L’interno presenta varie pregevoli opere d’arte: il fonte battesimale datato XX MAZO 1420, è abbellito da un “tempietto” ligneo eseguito nel 1591 e decorato nel 1593 con pitture della scuola del Tintoretto; la pala dell’Assunta di Alvise Vivarini; la grande tavola con San Giovanni Battista fra gli apostoli Pietro e Paolo, capolavoro di Vittore Carpaccio, della prima metà del XVI secolo, l’altare del Santissimo Sacramento di Jacopo Sansovino del 1539; una Assunzione della Vergine con gli Apostoli eseguita da Jacopo Palma il Giovane del 1610, firmata. L’arcipretale dei Santi Felice e Fortunato è sede di un vicariato della diocesi di Treviso comprendente, oltre alle tre parrocchie delle frazioni, anche le parrocchie dei comuni limitrofi di Scorzè, Salzano e parte di Santa Maria di Sala.

L’oasi WWF Cave di Noale si trova nel territorio del comune di Noale, in provincia di Venezia, ed è una delle mete preferite soprattutto dai fotografi naturalisti della regione, grazie alla presenza di numerose specie animali e vegetali. L’oasi ricopre una superficie di circa 20 ha, fa parte di un’area SIC e ZPS di 40 ha e la sua gestione è stata affidata al Comitato Oasi WWF Cave di Noale.