Benvenuto a Milano!

Scopri le meraviglie di Milano con le audioguide di GUIDATOUR

Frequenti Milano ma non hai tanto tempo per conoscerla. Sei curioso della città ma non hai alcuna voglia di sfogliare pagine e pagine di guide. Bene,non preoccuparti, ci siamo noi: scarica e ascolta subito GuidaTour,  l’ideale audioguida turistica per “audio–viaggiare” in attraenti e insospettabili percorsi milanesi perché, se ogni città ha un carattere tutto suo, Milano è di certo, prima di tutto, una città ribelle. Ribelle al tempo, alle dominazioni, ai cambiamenti storici. Milano ha qualcosa di incorruttibile. E, allo stesso tempo, è docile. È dolceamara quest’anima irriducibile e avvolgente. Possiamo anzi dire che Milano è un contenitore. E come ogni contenitore che si rispetti, c’è bisogno di un imbuto, un’apertura, un collo attraverso i quali fa scorrere il fluido vitale che la attraversa.

Mediolanum, la chiamavano i romani, perché era nel mezzo della pianura Padana. Milano è un nodo al mezzo, in cui da sempre convergono popoli, corsi d’acqua, tradizioni. La forma della città è da sempre quella più antica: resiste, infatti, la pianta radiocentrica celtica; nulla ha potuto la dominazione romana, con l’abitudine di creare incroci ortogonali e quindi piante urbane a scacchiera.

La pianta della città rappresenta un po’ la sua anima, ed è per questo che possiamo sicuramente definire Milano come policentrica, multiforme, creativa. Capoluogo della Lombardia essa è, a ragione, il nodo nevralgico del Nord Italia proprio per questa sua caratteristica: quella cioè di accogliere e di variare volto a seconda del punto di vista che assume il visitatore esterno.

Milano è una città che va schiusa: è sicuramente donna, un’elegante sciura a tratti altera e a tratti volubile. Il modo migliore per schiuderla davanti ai vostri occhi è una visita, per così dire, destrutturata. Milano ha bisogno di essere smontata nelle sue componenti, e per farlo è necessario penetrarvi dalle diverse angolazioni che le sue molteplici porte cittadine concedono. E poi, lo sappiamo: una porta è un passaggio, un varco, un’opportunità. Una città come questa non lesina occasioni.

E allora il nostro viaggio sarà di porta in porta, alla scoperta di monumenti, luoghi di tendenza e curiosità da non perdere. Dopotutto, Milano, come ogni bella signora dall’aria severa, chiede solamente di essere scoperta…

Meglio conosciuta dai milanesi come Arco della Pace, Porta Sempione è situata sul lato nord-ovest della città lombarda ed è certamente la porta più vicina al cuore pulsante del centro della città.

Porta Sempione porta con sé la storia dell’influenza francese su Milano: fu il simbolo, infatti, dell’ingresso trionfale in città di Napoleone III in seguito alla vittoria di Magenta, nel 1859.

L’antica Porta Comasina è oggi conosciuta come Porta Garibaldi.
Il vecchio nome identifica, naturalmente, la via per raggiungere la vicina cittadina di Como, sita sull’omonimo lago. Il richiamo storico del nome attuale è quello dell’inarrestabile marcia garibaldina del 1861, che proprio attraverso questo varco arrivò nel centro della città.

Proseguiamo il nostro itinerario circolare sempre in senso orario intorno al nucleo della città; eccoci così a porta Volta, già porta Nuova: così chiamata perché era il collegamento della città con il nuovo cimitero. Circostanza non molto allegra, direte voi, e avreste ragione; ma se scaviamo più a fondo ci rendiamo conto della ragione economica di questa porta, che non solo funzionò come collegamento al camposanto, ma anche come innesto sulla nuova strada per Como.

Ecco dunque la genesi commerciale di questo varco, che, in effetti, si ritrova anche nella denominazione più recente “Volta”, Alessandro Volta, uomo di scienza e simbolo di praticità.

Porta Orientale ha un impianto originario romano e attraverso vari rifacimenti, tra i quali il più importante è sicuramente quello spagnolo del XVI secolo, ha assunto la forma odierna ricavata all’interno dei bastioni e caratterizzata dalla presenza di due caselli neoclassici che ospitano l’uno l’Accademia della Crusca (una mostra permanente sulla lingua italiana; la sede dell’Accademia sta a Firenze) e l’altro l’Accademia Europea di Panificazione e Pasticceria.

La porta è situata al centro di piazza Oberdan e allo sbocco di Corso Venezia.

Porta Tosa, oggi Porta Vittoria… è una donna vanitosa e orgogliosa. Ma soprattutto è una donna, proprio come dice il nome originario: “tosa”, infatti, in milanese (ma anche in veneto) significa “ragazza”, “fanciulla”.

È dal Corso di Porta Vittoria che vogliamo condurvi  al centro città, verso la magnificenza dell’antica Milano architettonica, che possiamo visitare attraverso tre grandi classici: il Palazzo Reale, il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele.

Nell’area sud della metropoli milanese c’è Porta Romana, così denominata perché sorge dove furono costruite le porte di età romana e medievale; fu rinnovata nel XVI secolo in onore dell’entrata in Milano di Margherita d’Austria ed è inutile dire che questa porta ci offre una prospettiva del tutto storica sulla città, una storia che affonda le radici in epoche lontane, quella romana e quella medievale, e porta con sé un patrimonio di inestimabile valore.

Sorriderete nel pensare che un’intera audioguida sia in realtà dedicata ad una porta che non esiste più: sul Piazzale di Porta Lodovica, infatti, non sono più presenti tracce. Eppure è un varco che fa sentire la sua presenza: il simbolo di una Milano che c’è anche quando non si vede, l’emblema dell’attaccamento dei cittadini a questa metropoli complessa e straordinaria.

Porta Lodovica è un po’ come la fede. E infatti, ci introdurrà ad una serie straordinari di edifici religiosi che avranno il loro seguito proprio nel cuore nel quartiere Ticinese.

Il turista frettoloso oggi conosce il quartiere di Porta Ticinese soprattutto come paradiso dello shopping (spesso di taglio alternativo e a basso prezzo) o come luogo deputato alla movida notturna (soprattutto d’estate, quando le Colonne di San Lorenzo diventano bivacco di centinaia di giovani allegri e chiassosi).

Eppure, se ci permettiamo appena qualche breve digressione nelle vie laterali, scopriamo la storia più segreta di Milano.

Che cosa ci dice questa porta sulla città? Be’, innanzitutto ci dice qualcosa di un’altra città, di Genova, appunto.

Il capoluogo della Liguria ha una storia intimamente legata alle acque e allo sfruttamento di questa risorsa. In effetti, Porta Genova ci introduce ai Navigli milanesi e alle loro vicende idrografiche

Giusto per partire col botto, basti pensare che da Porta Vercellina si raggiunge Santa Maria delle Grazie. Fu fondata nel 1463 per volere del conte Vimercati e la sua costruzione terminò nel 1481.

La fortuna della chiesa è legata a Ludovico il Moro, che decise di farne un mausoleo di famiglia… ma Santa Maria delle Grazie è celebre soprattutto per un capolavoro assoluto, l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci.