Benvenuto a Firenze!

Scopri le meraviglie di Firenze con le audioguide di GUIDATOUR

Qui a Firenze il patrimonio culturale è senza rivali nel mondo ma le  mete da visitare sono così tante! E il tempo magari non abbastanza. Temi già di perdere l’orientamento? Allora conta su di noi: scarica e ascolta l’app di GuidaTour, la audioguida turistica ideale per una bella visita in città.

Usa il geolocalizzatore e avrai al tuo fianco la voce di una autentica guida turistica personale, che ti faciliterà il tour con descrizioni semplici e intuitive. Infatti, se la Toscana è considerata una sorta di “regione museo”, Firenze, che ne è il capoluogo, è un’autentica “città museo”, costellata di collezioni d’arte, di antiche residenze, e poi di piazze e di chiese, emblemi di una viva e inesauribile comunità cittadina.
Da queste terre, del resto, è sorta la civiltà etrusca; quando divenne Comune medievale la città fu teatro di aspre e avvincenti lotte politiche (tra guelfi filopapali e ghibellini filoimperiali); sotto la Signoria della famiglia de’ Medici è stato il cuore di una stagione artistica e scientifica tra le più splendide di tutti i tempi: il Rinascimento. Poi, nei secoli la città non ha certo smarrito un ruolo importante che le ha permesso di essere anche capitale del Regno d’Italia. Oggi è luogo dai tanti volti: culla della lingua italiana, avendo dato i natali a Dante Alighieri, è anche scenario di coinvolgenti tradizioni popolari come lo “Scoppio del Carro”  alla domenica di Pasqua o le partite di “Calcio storico”.

Affidati dunque a Guidatour, alle nostre mete, alle nostre voci e vedrai come ti emozioneremo nel guidarti al Duomo dominato dalla superlativa cupola del Brunelleschi, al gotico Campanile di Giotto, al romanico Battistero, al Palazzo Vecchio, in Piazza della Signoria; a Palazzo Pitti, residenza dei Medici, al Palazzo degli Uffizi che ospita l’omonima eccezionale pinacoteca via via fino a Santa Croce; qui visiterai le tombe dei grandi italiani, esempio di creatività e valore per ogni generazione futura: Michelangelo, Galileo, Machiavelli, Foscolo, Alfieri.

La Piazza del Duomo, più che una Piazza, è “un bel teatro”, come qualcuno la definì nel Settecento, la cui scenografia è formata dal Battistero, il Duomo, il Campanile. Oggi è ininterrottamente affollata da numerosi turisti, ma vissuta ed amata dai fiorentini.

È emozionante frequentarla a Pasqua, ogni anno,  quando vi è tenuta la cosiddetta cerimonia dello” Scoppio del Carro”.

Il “bel San Giovanni” citato da Dante nel XIX canto dell’Inferno, venne consacrato nel 1059 da Papa Niccolò II, ma la sua costruzione avrà termine tra il XII e l’inizio del XIII secolo. Tra i “battezzati eccellenti” nel Battistero possiamo ricordare come  Amerigo Vespucci, Antonio Meucci, Carlo Collodi, i cui nomi sono contenuti nei registri dei battesimi conservati nell’Archivio dell’Opera di Santa Maria del Fiore.

Fino a dopo il 1945 il Battistero costituì, infatti, l’unico fonte battesimale della città.

La Cattedrale metropolitana di Santa Maria del Fiore, nota comunemente come Duomo di Firenze, è la principale chiesa della città e nelle intenzioni dei fiorentino fu costruita per superare in dimensioni e splendore qualsiasi altra chiesa della cristianità.

Per dimensioni è la terza chiesa al mondo. Iniziata nel 1296 da Arnolfo di Cambio, uno degli artisti più rappresentativi del rinnovamento in atto nella penisola nella seconda metà del 1200, fu proseguita da Giotto, Andrea Pisano, Francesco Talenti e Filippo Brunelleschi che ne realizzò la famosissima Cupola.

Il fiume, i ponti hanno da sempre fatto parte della vita del popolo fiorentino. Molte festività venivano celebrate sul fiume, o lungo i ponti: si ricordano le danze a maggio, le cosiddette maggiolate, nei pressi di ponte Santa Trinita e della Carraia, o i festeggiamenti in onore delle nozze tra Cosimo II e Maria Maddalena d’Austria nel 1608 celebrati sull’Arno tra Ponte Santa Trinita e Ponte della Carraia e ancora viene registrata, una festa per un’improvvisa ghiacciata dell’Arno.

Tutt’oggi, l’8 settembre, per la festa della Rificolona, sfilano sul fiume le barchette dei renaioli, illuminate e decorate, a disposizione dei bambini e adulti.

La seconda cerchia comunale (1284- 1333)  venne realizzata con la consulenza di Arnolfo di Cambio e proprio in quel periodo si avviò un’attività edilizia pubblica continua che rispettava una vera e propria politica urbanistica di cui Arnolfo e successivamente, Giotto, anche se in misura minore, furono gli interpreti.

Si aprirono nuove strade, si sistemò la viabilità, si dette avvio alla costruzione della nuova Cattedrale e del Palazzo dei Priori, nacque il bisogno di creare un grande spazio cittadino, visto che Firenze non aveva a quella data una piazza comunale che si potesse definire tale, ma solo piccoli slarghi.

Agli inizi del 1200 Firenze è turbata da violenti discordie che vede in opposizione le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini. Lentamente, lo sviluppo economico della città rafforza il popolo grasso – costituito da commercianti, imprenditori e banchieri – il quale organizzandosi in corporazioni o arti maggiori si contrappone sempre con maggior successo all’ aristocrazia di origine feudale.
Con la riforma del 1282, il potere economico della città ricadeva nelle mani della Signoria dei Priori delle Arti, rappresentanti delle Arti maggiori, medie e delle Arti minori. Ai Priori delle Arti, insieme al Gonfaloniere di Giustizia spettava di amministrare il comune.

Nell’Ottocento secolo il duecentesco palazzo del Podestà, eretto durante la giovinezza di Dante e l’adolescenza di Giotto, venne ristrutturato da Francesco Mazzei ed adornato di affreschi con stile medievale opera di Gaetano Bianchi e fu destinato ad ospitare il famoso museo del Bargello che conserva raccolte di sculture ed oggetti vari di inestimabile importanza tra cui opere di Donatello, del Verrocchio, di Michelangelo, di Della Robbia e molti altri ancora.

L’Ordine domenicano, depositario della dottrina di san Domenico, cerca di riportare in terra l’ordine razionale e gerarchico del pensiero creativo di Dio e traduce questa ideologia in Santa Maria Novella costruendo la chiesa grande e disadorna, ma realizzata con chiarezza proporzionale.

È disadorna, ma l’uso di materiali semplici a loro volta si fanno raffinata decorazione!

Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, acquista nel 1550 da Luca Pitti, il palazzo con annesso il terreno di piazza, le case vecchie e l’orto che si estendeva fino alle mura trecentesche. L’acquisto è stato sempre motivato come il desiderio di reperire una dimora immersa nel verde e che rispondesse alle nuove esigenze della corte medicea.

Il Palazzo della Signoria, infatti, era più una fortezza che non un palazzo adatto alle nuove generazioni.

Alle sue origini, il giardino di Boboli si presentava come una commistione tra paesaggio agrario e paesaggio naturale. Questa commistione di naturale ed artefatto venne particolarmente ricercata nelle grotte artificiali che ornavano quasi tutti i giardini. Il Vasari realizzerà la parte inferiore della Grotta Grande e Buontalenti completerà l’opera con la parte superiore tra il 1556 e il 1593.

La realizzazione della Grotta è da intendersi come un inno all’acqua.