Benvenuto a Cologna Veneta!

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Cologna (Veneta, dal 1867) deriva da Colonia, è sorta sulle sponde del Flumen Novum– oggi – fiume Guà. Il ritrovamento di reperti,nei pressi di  Baldaría, porta a credere che l’area fosse abitata già alla fine del V millennio a.C.
Fu devastata dalla natura con la rotta dell’Adige che qui cambiò il suo corso e dalle calate dei vari barbari. I Longobardi durarono per due secoli (568-774). Divenuta feudo dei Vescovi di Vicenza, nel 1000, fu data ai conti Maltraverso, poi Malacapella.
Nel 1204 giunsero a Colognai da Este, signori di Ferrara, ma nel 1239 cadde nelle mani di Ezzelino III da Romano, Vicario imperiale e tiranno crudele. Nel 1256 i Colognesi, con a capo Jacopo Bonfado, insorsero contro Ezzelino III e, pagando un pesantissimo tributo di sangue, se ne liberarono.
Arrivarono i della Scala (1260-1387).L’intero centro urbano fu racchiuso dalla cinta muraria scaligera, formata da dodici torri e dalla ‘rocca’. Ai Veronesi succedettero i Visconti di Milano, ma con la morte di Gian Galeazzo (1401) Cologna fu incorporata nel feudo dei da Carraradi Padova. I ‘lagunari’, nel 1405, però li eliminarono e la incorporano nel loro dominio di terraferma.
Il doge Michele Steno nell’aprile del 1406 aggregò la cittadina al “Dogado” e venne ‘allibrata’ al Sestiere d’Ossoduro.
Per quasi quattrocento anni, Cologna, grazie alla Serenissima, godette di grande sviluppo e meritata pace. Il tutto venne interrotto per mano di Napoleone, nel 1797. Con la successiva pace di Campoformio Cologna, come gran parte del territorio veneto, passò sotto il dominio austriaco.

Cologna (Veneta, dal 1867) deriva da Colonia, chiaro riferimento alla colonia agricola romana, sorta sulle sponde del FlumenNovum – oggi – fiume Guà (che cambia il suo nome più volte fino ad arrivare nell’Adriatico).
Il ritrovamento di reperti della Civiltà di Fiorano nei pressi di Baldaría– oggi nel Museo Civico Archeologico di Cologna– porta a credere che l’area su cui sorge Cologna fosse abitata già alla fine del V millennio a.C. Per la contiguità con il territorio di Este (PD) e alla luce della scoperta di una necropoli, sempre nella località di Baldaría, sembra che la zona di Colognasia stata abitata dagli Euganei (1000 a.C.) e dai Veneti (VII-IV secolo a.C.).
Cittadina poi di origine romana, il suo territorio fu interessato da una divisione agraria fatta attuare dall’imperatore Ottaviano Augusto, per assegnare terra ai suoi soldati dopo le vittorie conseguite ad Azio, contro Antonio e Cleopatra.Con i romani (I secolo a.C.) Cologna entrò a far parte dell’ageratestinus di Este (PD).
Fu devastata dalla natura con la rotta dell’Adige, che qui cambiò il suo corso, e dalle calate dei vari barbari a partire dal quarto secolo. I Longobardi,dopo la conquista di Padova, nel 602, crearono il ‘Ducato di Vicenza’ e tutto il territorio colognese fu annesso.La dominazione dei Longobardi durò per due secoli (568-774).
Passate la dominazione dei Franchi, fra ottavo e decimo secolo, e le distruzioni portate all’inizio dagli Ungari, la località divenne ‘proprietà fisica’ = feudo dei Vescovi di Vicenza. Successivamente al 1000 Colognafu data ai conti Maltraverso. Con Guidone i successivi discendenti si chiamarono Malacapella.
Nel 1204 giunsero a Cologna i da Este, signori di Ferrara, ma nel 1239 – durante la “contesa” fra il papato e l’imperatore Federico II di Svevia– Cologna cadde nelle mani di Ezzelino III da Romano, suo Vicario imperiale, tiranno crudele che seminò terrore e sangue in terre venete e lombarde.
Nel 1220 vi soggiornò, di passaggio, san Francesco d’Assisi.
Nel 1256 i Colognesi, con a capo Jacopo Bonfado, insorsero contro Ezzelino IIIe, pagando un pesantissimo tributo di sangue, si liberarono del tiranno.
Arrivarono i della Scala (1260-1387). L’intero centro urbano di Cologna, fu racchiuso dalla cinta muraria scaligera, formata da dodici torri e dalla ‘rocca’, che costituiva una fortezza quadrangolare.
Ai Veronesi succedettero nel 1387 i Visconti di Milano che stavano cercando di conquistare tutta l’Italia settentrionale e parte di quella centrale, ma con la morte di Gian Galeazzo (1401) Cologna fu incorporata nel feudo dei da Carrara di Padova (1402). Nel frattempo, però,essendo gli Euganei entrati in guerra con Venezia, i ‘lagunari’,nel 1405,li eliminarono ed incorporano Colognanel loro dominio di terraferma.
Il doge Michele Steno, nel I aprile del 1406 – per porre fine alle sanguinose contese tra le Signorie locali – aggregò la cittadina al “Dogado” evenne ‘allibrata’ al Sestiere d’Ossoduro dichiarando “veneziani” gli abitanti di Cologna.

Sull’antica rocca scaligera, nel 1817, Giannantonio Selva, ha inaugurato il Duomoneoclassico. Con lui Antonio Diedoal quale si deve il vicino campanile, di stile veneziano. La facciata del Duomo è costituita da un corpo con un bugnato liscio aperto da tre ingressi e un timpano orizzontale. L’interno, invece, è voltato a botte ribassata e custodisce importanti testimonianze d’arte quali una pala di Bartolomeo Montagna(1522), un crocifisso d’avorio di Andrea Brustolon(1760), notevoli arredi e paramenti sacri presenti in sacrestia. Vi sono anche dei merletti delle Suore Cappuccinedi Cologna.
Ph.: V.R. Foto

Il Palazzo del Capitaniato (o Pretorio), durante l’epoca della Serenissima, divenne sede del Podestà-Capitano; ingloba alcune delle vecchie torri dell’antica cinta muraria. Nel XX secoloviene restaurato e trasformato in nuova sede municipale. Il progetto viene presentato nel 1987– solo la facciata di Corso Guà è frutto di un intervento psèudo gotico dei primi del 1900 –­ mentre la piazza antistante è stata ricostruita rifacendosi all’antico corso del flumenNovum, su disegno dell’ing. Loris Ravazzolo. Nel 1996 anno si conclusero i lavori e il Palazzo Pretorio aprì le porte alla cittadinanza.
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Il MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO fu istituito, nel 1892-1896, grazie al diligente lavoro di raccolta dei vari reperti archeologici del Parroco di Baldaría, l’Arciprete Bortolo Fochesato. Si ricorda che qui vi è l’antica pieve di Santa Giustina, del IV secolo.
Fu voluto da Cesare Gardellini – segretario comunale – con l’appoggio ed il patrocinio del sindaco Francesco Dea-Piccini: è il più antico Museo della provincia di Verona, escluso ovviamente quello della città capoluogo e dal 1991 è situato nell’edificio del Santo Monte di Pietà, che risale in origine al 1853, e si trova in Piazza Duomo.
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