Benvenuto a Cittadella!

Scopri le meraviglie di Cittadella (Padova) con le audioguide di GUIDATOUR

Cittadella è un Comune veneto che appartiene alla provincia di Padova e conta poco più di 20mila anime, con un’ estensione pari a 36 km². La fondazione di Cittadella,  o “Sitadèa” se pronunciata nella lingua veneta, risale al 13esimo secolo. Tuttavia, il suo territorio vanta una storia assai più antica. I Romani lasciarono tracce ben visibili, quando occuparono il Veneto sul finire del  III secolo a.C.   L’ arteria che collegava Aquileia a Genova percorrendo tutto il Norditalia vede il suo tracciato coincidere con le attuali vie Postumia di Ponente e Postumia di Levante nella Strada Provinciale 24. Sulla via Postumia si basò, inoltre, la centuriazione del territorio, tuttora ben conservata, che ricadeva nell’agro settentrionale di Padova. La nascita di Cittadella la si deve alla risposta che Padova diede, esattamente nell’anno 1220 alla provincia di Treviso, che aveva iniziato a fondare e costruire quell’importante avamposto militare chiamato Castelfranco, proprio sul confine segnato dal torrente Muson, esattamente dal 1195. Furono sempre le mire espansionistiche di Padova, che rappresentava uno dei più importanti comuni del Veneto, a innescare un conflitto con le vicine province di Vicenza e Treviso. Il nuovo borgo fortificato, Cittadella, progettato da Benvenuto da Carturo, presentava delle caratteristiche originali che lo differenziavano nettamente da Castelfranco. Non si trattava di un piccolo e compatto castello di forma quadrangolare ma una vera e propria città dall’ariosa pianta rotondeggiante, dotata di propri statuti e autonomia di governo. In questo modo, Padova fece capire che non intendeva solo creare un presidio militare ma anche un centro amministrativo ed economico, per favorire la colonizzazione del territorio compreso fra i fiumi Brenta e Muson. Le sorti di Cittadella fin all’inizio del quattrocento seguono quelle della città madre, passando dalla signoria di Ezzelino III da Romano a quella dei Carraresi, degli Scaligeri e ancora dei Carraresi. Dal punto di vista giuridico, tale città era prospera, dotata di propri statuti che risalgono esattamente al 1236. Nel 1406, al termine della cosiddetta guerra di Padova, Cittadella entrò nella dominazione della Serenissima, con una podesteria di dentro e di una podesteria di fuori, l’una con giurisdizione all’interno delle mura, l’altra all’esterno.
Il lungo periodo veneziano, caratterizzato, salvo brevi parentesi, da pace e stabilità politica, portò Cittadella a evolversi da avamposto militare a centro di servizio e di mercato, riferimento per un’area rurale abbastanza estesa. Questa trasformazione si rifletté anche sul tessuto urbano, con la costruzione di edifici amministrativi, magazzini e botteghe. Al contempo cominciò l’espansione fuori dalle mura, con la formazione dei quattro borghi (Bassano, Treviso, Padova, Vicenza) lungo i due assi stradali principali. Dopo la caduta della Serenissima, anche Cittadella attraversò un periodo di incertezza amministrativa, passando dai Francesi agli Austriaci e di nuovo ai Francesi. Dapprima compresa nel dipartimento del Bacchiglione e poi nella provincia di Vicenza, tornò padovana durante il Regno Lombardo-Veneto.
La dominazione austriaca ebbe fine nel 1866, con l’ annessione al Regno d’Italia.

Il nuovo borgo fortificato, Cittadella, progettato da Benvenuto da Carturo, presentava delle caratteristiche originali che lo differenziavano nettamente da Castelfranco. Non si trattava di un piccolo e compatto castello di forma quadrangolare ma una vera e propria città dall’ariosa pianta rotondeggiante, dotata di propri statuti e autonomia di governo. In questo modo, Padova fece capire che non intendeva solo creare un presidio militare ma anche un centro amministrativo ed economico, per favorire la colonizzazione del territorio compreso fra i fiumi Brenta e Muson.
Le sorti di Cittadella fin all’inizio del quattrocento seguono quelle della città madre, passando dalla signoria di Ezzelino III da Romano a quella dei Carraresi, degli Scaligeri e ancora dei Carraresi. Dal punto di vista giuridico, tale città era prospera, dotata di propri statuti che risalgono esattamente al 1236. Nel 1406, al termine della cosiddetta guerra di Padova, Cittadella entrò nella dominazione della Serenissima, con una podesteria di dentro e di una podesteria di fuori, l’una con giurisdizione all’interno delle mura, l’altra all’esterno.

Ciò che rende Cittadella unica nel suo genere, è l’ imponente e generosa cinta muraria, percorribile grazie ad un Camminamento di Ronda che permette ai visitatori di ammirare la città dall’alto, nella sua integrità e da più punti di vista. Si potranno scorgere i quattro ponti in corrispondenza delle quattro porte posizionate nei quattro diversi punti cardinali e rivolte verso le città vicine, da cui prendono il nome la Porta Bassanese, la Porta Trevisana, la Porta Padovana, la Porta Vicentina. Più precisamente a nord, quindi, il Castello di Porta Bassano che era difeso da un piccolo fossato anche all’interno con la casa del Capitano della Guarnigione. Ad Est, il torrione di Porta Treviso, con arcata affrescata. A Sud, il castello di Porta Padova, con la Torre di Malta. Ad Ovest, il torrione di Porta Vicenza.

Un tempo strategico punto di guado del fiume Mincio, questo piccolo borgo deve il suo fascino all’armonico rapporto tra storia e natura. L’atmosfera medioevale è sottolineata dalle rocche del Ponte Visconteo, dal campanile della Chiesa di San Marco e dalle ruote degli antichi molini, utilizzati un tempo per la molitura del frumento e dei cereali. È una delle mete più visitate tra quelle del “Club dei Borghi più Belli d’Italia”. A Borghetto transita la Pista Ciclabile – Euro Velo 7 che, seguendo il fiume Mincio, raggiunge verso Nord, Peschiera e il Lago di Garda e, verso Sud, Mantova.

Il Duomo di Cittadella, consacrato a San Prosdocimo e Donato, è un importante monumento locale, realizzato tra il 1774 ed il 1826, e conserva interessanti opere di valore artistico. La pianta del Duomo è attribuita a Domenico Cerato; l’impianto neoclassico è stato dato all’edificio dagli interventi di Ottavio Bertotti, e Carlo Brera ha contribuito ad ultimarlo. La facciata è stata finita soltanto nel 1913 e porta bellissimi bassorilievi e statue del Fusaro. Al suo interno dipinti di Leandro Bassano, Lattanzio Quarena, Sebastiano Santi e Michele Fanoli. Particolarmente notevole è “La Cena di Emmaus” di Bassano, “La Flagellazione” di Palma il Giovane, la “Deposizione” di Andrea da Murano, e l’”Adorazione dei Magi”, di scuola veneta.

Palazzo Pretorio di Cittadella deve il suo aspetto odierno a due famiglie, che hanno governato su Cittadella tra il Quattrocento ed il Cinqucento: i Sanseverino ed i Malatesta. Il Palazzo, in concomitanza con i loro interventi, fu decorato sia internamente che esternamente, al pianterreno ed al piano nobile. Gli affreschi lo rendono unico nel panorama veneto. Fra questi, spiccano gli stemmi delle due famiglie, accanto a ritratti e decorazioni a vari motivi. L’elemento che più di altri caratterizza il Palazzo, è il portale d’ingresso in marmo rosato di Verona, sovrastato dal leone marciano; ai due lati, due ovali contenenti i ritratti di Pandolfo e Carlo Malatesta.